Il value investing è un modello di investimento basato su indicatori qualitativi e quantitativi, incentrato sulle società a larga capitalizzazione che sono quotate al di sotto del loro valore intrinseco. Gli investitori che utilizzano la strategia del value investing ritengono che il fair value delle azioni non sia corretto rispetto al loro valore intrinseco e che il prezzo aumenterà fino a raggiungere il “valore corretto”.

Le variabili quantitative da prendere in considerazione sono la strategia di business della società, la governance e gli obiettivi di mercato. I report finanziari e l’analisi del bilancio sono esempi di variabili quantitative relative all’analisi fondamentale. Questi elementi sono indicatori della performance di un’azienda. La visione degli investitori sul valore relativo di un asset viene invece individuata da variabili percettive, che sono materia di studio dell’analisi tecnica.

Vediamo allora cosa sono le azioni value, attraverso questo articolo sul value investing che sarà la tua guida definitiva all’investimento azionario.

Tabella dei contenuti

Che cos’è il value investing?

Come funziona il value investing?

Cosa sono i titoli value?

Rendimento del value investing

Rischi e scetticismo sul rendimento del value investing

I punti chiave sul value investing

Che cos’è il value investing?

Il value investing ha lo scopo di minimizzare il rischio migliorando la conoscenza di ciò in cui si investe. Puntare sui titoli value significa, di fatto, fare scelte di investimento più intelligenti acquistando a un prezzo che offre un margine di sicurezza. Per comprendere la strategia del value investing, è importante fare un passo indietro e dare uno sguardo alla storia del value investing e dei suoi investitori più famosi.

Storia del value investing

Nel corso dei decenni, il value investing è cambiato. Le sue origini risalgono alla grande depressione americana e alle sue conseguenze, in un periodo in cui l’unico obiettivo delle strategie value era investire in aziende che fossero quotate a un prezzo inferiore rispetto al valore netto dei loro beni materiali. Un altro termine per indicare questo fenomeno è “tangible equity”, ovvero patrimonio netto materiale.

Tuttavia, il value investing si è evoluto prendendo in esame i flussi di cassa e i profitti di un’azienda. In più, gli investitori value considerano i vantaggi competitivi di un’azienda quando decidono che il fair value delle azioni sia superiore alle quotazioni attuali.

Investitori value di successo

Benjamin Graham, considerato il “padre del value investing”, ha coniato questa frase nel 1949 nel suo libro sul value investing più conosciuto: “The Intelligent Investor”. Warren Buffett, Seth Klarman, Bill Ruane e Martin Whitman sono tra i più noti sostenitori della strategia del value investing.

Le strategie value di Benjamin Graham miravano a creare dei semplici screening delle value stocks che l’investitore tradizionale potesse utilizzare. Nel complesso, ha mantenuto le cose semplici, pur avendo un approccio più complesso rispetto alla ripetizione del mantra: “Compra azioni con un rapporto price-to-book (P/B) inferiore a 1“.

Warren Buffett ha poi introdotto i criteri qualitativi, da valutare insieme a quelli quantitativi, che servono per determinare il successo di un’azienda:

  • qualità della gestione;
  • dinamiche di settore;
  • concorrenza;
  • beni futuri;
  • comportamento del consumatore;
  • altro.

Inoltre, Buffett non segue sempre la regola della diversificazione di Graham: gli piace concentrare le sue risorse su business specifici. Buffett si è così allontanato progressivamente dall’approccio rigoroso di Graham iniziando a concentrarsi sull’acquisto di titoli value di aziende eccellenti.

Tuttavia, lo stesso Buffett ha dichiarato che gran parte della sua istruzione (85%) è da attribuire a Graham e l’altro 15% a Fisher. Philip Fisher (1907-2004) è stato un noto investitore e autore di libri sul value investing, tra i quali il più famoso è “Common Stocks and Uncommon Profits”. Una delle lezioni più preziose che Buffett ha tratto dall’approccio di Fisher è stata quella di comprare azioni al fair value, piuttosto che titoli sottovalutati ma rischiosi. La sua strategia fondamentale di investimento era quella di investire denaro in un numero limitato di società con interessanti prospettive e poi aspettare.

Come funziona il value investing?

Il value investing si basa sull’idea che i titoli possono essere sotto o sopravvalutati. Chi compra azioni value lo fa dopo aver identificato un’azione sottovalutata, così da poter ricevere rendimenti maggiori quando i mercati capiranno l’errore e il prezzo delle azioni raggiungerà il suo valore corretto, quel “fair value” più volte citato. Questo assunto si pone in contraddizione con l’ipotesi dei mercati efficienti.

I mercati non sono efficienti

L’ipotesi dei mercati efficienti si basa sui seguenti presupposti:

  • i prezzi delle azioni riflettono tutte le informazioni;
  • i prezzi delle azioni seguono un’evoluzione casuale;
  • il valore di mercato è efficiente.

Ciò significa che i prezzi delle azioni sono determinati dalle notizie di oggi piuttosto che dai modelli di ieri. Si giunge così alla conclusione che il mercato è sempre efficiente. La teoria afferma che i prezzi delle azioni considerino automaticamente tutte le informazioni disponibili su un’azienda.

Ma ciò è in contraddizione con il pensiero di alcuni investitori, che ritengono che le società possano essere sopravvalutate o sottovalutate. Sebbene il mercato possa essere efficiente per la maggior parte del tempo, ci sono opportunità per gli investitori di trovare titoli value in sconto. Come disse Buffett tempo fa:

“Farei elemosina per strada con una tazza di una latta in mano se i mercati fossero sempre efficienti”.

Cosa sono i titoli value?

Se riesci a individuare azioni sottovalutate, potresti sbloccare alcune possibilità di investimento. Ma come fare value investing e quali metodi vengono utilizzati dagli investitori? Come parte dell’analisi fondamentale, la maggior parte di loro si affida ai ratio, ai flussi di cassa e ad altri indicatori.

What Are Value Stocks (Intrinsic Value)?

Come individuare titoli value

Il value investing richiede uno studio approfondito, sia in termini di analisi quantitativa che qualitativa. Prima di prendere qualsiasi decisione, è fondamentale effettuare delle ricerche sul fair value delle azioni per individuare il valore intrinseco di un’azienda e confrontarlo con i suoi prezzi attuali. Il valore intrinseco è un insieme di:

  • analisi delle performance di una società;
  • ricavi;
  • entrate;
  • flusso di cassa e utili;
  • variabili fondamentali come marchio, modello di business e il suo vantaggio competitivo.

È una ricerca che richiede tempo: a volte dovrai analizzare decine di società prima di trovarne una o due che siano delle vere value stocks. Adesso prendiamo in considerazione i singoli elementi per arrivare a una formula del value investing.

Flusso di cassa disponibile

Il free cash flow è la quantità di denaro che resta disponibile a una società dopo che questa ha pagato tutti i suoi debiti, investito nel futuro, pagato dividendi agli azionisti e acquistato azioni proprie. Se il free cash flow di una società aumenta, ciò dovrebbe tradursi nell’aumento del valore delle azioni.

Il rapporto tra il prezzo delle azioni e il free cash flow per azione è un indicatore per trovare azioni value. Confrontare il prezzo di un’azienda e il rapporto del free cash flow con quello di altre aziende, con gli standard di settore e con le serie storiche, può fornire indicazioni sul suo valore relativo, esattamente come il rapporto prezzo/utili convenzionale. Le aziende con un basso rapporto prezzo/free cash flow possono essere sottovalutate e quindi offrire titoli value da comprare.

Rendimento sul capitale investito (ROIC) e rendimento sul capitale (ROE)

Un altro indicatore utile è il ROIC. In pratica, il ROIC rappresenta la quantità di denaro che un’azienda guadagna, superiore al costo medio del debito e del capitale proprio che sostiene durante l’anno. Il ROE è simile al ROIC, in quanto misura la capacità della gestione aziendale di generare entrate dal capitale a sua disposizione: un ROE del 15-20% viene generalmente considerato soddisfacente.

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Margine di sicurezza

I value investor devono tenere conto anche di alcune imprecisioni nelle loro stime del valore. Per questo motivo, stabiliscono il loro “margine di sicurezza” individuale, che dipende dalla loro propensione al rischio. Il margine di sicurezza si basa sul concetto che comprare azioni a un prezzo scontato rispetto al valore intrinseco aumenti le possibilità di profitto al momento della vendita. Questo è uno degli elementi chiave della strategia del value investing. Inoltre, se le azioni non si comportano come previsto, avrai meno probabilità di subire una perdita finanziaria.

Rendimento del value investing

In passato, la strategia del value investing ha dimostrato di essere profittevole per gli investitori. Ecco alcuni metodi per determinarne il successo.

Un approccio consiste nell’esaminare il successo delle strategie value, tra cui:

  • comprare quote di società con un basso rapporto prezzo/utili;
  • un basso rapporto prezzo/flusso di cassa;
  • un basso rapporto prezzo/patrimonio netto.

Tuttavia, è importante tener presente che questo approccio di tipo statistico voluto principalmente da Graham oggi non è più sufficiente: i fattori qualitativi hanno un’importanza pari o, addirittura, superiore.

Ricerche passate hanno ripetutamente dimostrato che tra i titoli value e growth sono i primi a performare meglio nel lungo termine. Uno studio basato su 26 anni di dati (dal 1990 al 2015) relativo al mercato azionario americano, ha scoperto che la sovraperfomance del value investing era più accentuata nelle società a bassa e media capitalizzazione, rispetto alle società più grandi.

Value Investing vs. Growth Investing

Value vs growth investing

Quali fattori determinano la preferenza tra titoli value e growth per un investitore? La risposta alla domanda ci porta a indicarne tre: tolleranza al rischio; gli obiettivi finanziari; l’orizzonte temporale. Bisogna sottolineare che, se l’orizzonte temporale è breve, la performance di entrambe le azioni sarà influenzata in maniera significativa dalla fase del ciclo in cui si trova il mercato in quel periodo.

Poiché fanno spesso capo ad aziende più grandi e consolidate, si ritiene che le value stocks siano meno volatili e rischiose. E anche se non raggiungono i prezzi obiettivo fissati dagli analisti, possono comunque fornire una certa crescita del capitale. Sono, infatti, società che pagano spesso dividendi.

Al contrario, le azioni growth spesso non pagheranno dividendi perché impegnate nel reinvestire i profitti e stimolare la propria crescita. I titoli growth, inoltre, sono più rischiosi perché potrebbero non essere in grado di mantenere i ritmi di crescita previsti dal mercato su larga scala. Questi titoli vanno considerati se si preferisce una strategia più aggressiva, in quanto non si punta al rendimento da dividendi, ma allo sviluppo e all’espansione della società stessa.

Rischi e scetticismo sul rendimento del value investing

Nonostante la strategia del value investing sia un approccio a rischio medio-basso, c’è sempre la possibilità di perdere denaro quando si investe in questo tipo di azioni. Tuttavia, alcuni consigli di seguito riportati aiutano ad evitare o ridurre un risultato negativo.

Studia, informati continuamente e ottieni dati accurati

Disciplina e dedizione dovrebbero essere alla base della tua filosofia di investimento. Quando si parla di comprare determinati titoli value, potresti volerlo fare perché i fondamentali sono buoni, ma dovrai rimandare qualora il prezzo sia troppo alto. L’obiettivo è scegliere azioni value che abbiano il prezzo più interessante in quel momento. E se non ci sono value stocks da comprare, dovrai solo attendere e accumulare capitale finché non si presenterà l’occasione giusta.

Diversifica il tuo portafoglio: non mettere “tutte le uova nello stesso paniere”

Investire in singoli titoli è un approccio ad alto rischio che andrebbe evitato quando possibile. Bisognerebbe diversificare gli investimenti in una serie di società quotate o di fondi negoziati in borsa (ETF) legati a indici azionari, per ottenere un’esposizione più eterogenea sui vari settori economici.

Come fare value investing puntando sulla diversificazione è tuttavia un concetto relativo che varia da investitore a investitore. Secondo alcuni investitori, per diversificare è sufficiente comprare azioni value di un numero limitato di società. Per altri, il portafoglio diversificato si ottiene comprando azioni di vari settori dell’economia.

Value Traps

Trappole di valore: quando le azioni sembrano value ma…non lo sono

Una value trap è caratterizzata da un titolo che sembra essere poco costoso, ma in realtà lo è più di quanto sembri.

Quando valuti un titolo, ricorda che il futuro di un’azienda è più importante della sua storia. Ciò ti aiuterà a evitare di cadere in una value trap. Avrai maggiori probabilità di scoprire veri titoli value se ti concentrerai sul potenziale di crescita di vendite e profitti futuri invece che sulle performance del passato.

I profitti delle azioni di settori ciclici come l’edilizia o l’industria manifatturiera sono spesso aumentati nei periodi di boom economico, per poi ridursi nei periodi di crisi. Quando gli investitori prevedono che un’azienda fallirà, il suo valore potrà sembrare molto più basso rispetto ai profitti generati, ma questi si andranno a ridurre nel tempo giustificando quel valore.

Value investing in un mercato ribassista: quali insidie ci sono nel comprare titoli value quando il mercato scende

Durante una fase ribassista del mercato, le value stocks possono sovraperformare i principali indici, ovvero calare meno di valore. Un ulteriore vantaggio delle azioni value è che spesso pagheranno dividendi, un fattore importante quando il valore delle azioni rallenta o diminuisce. Quando i mercati sono in fase rialzista, i titoli value tendono a essere trascurati. Tuttavia, quando finisce il ciclo rialzista, in genere c’è un afflusso di denaro e un interesse diffuso verso i cosiddetti “porti sicuri”. Tuttavia, il problema di comprare azioni quando il mercato è ribassista è che, anche se a un certo punto il prezzo potrà sembrare buono, tale valore potrebbe comunque continuare a scendere insieme al mercato.

Value investing in un mercato rialzista: comprare azioni value in un mercato in crescita

I value investor devono essere anche bravi ad accettare eventuali battute d’arresto. Dato che questo metodo tende maggiormente a escludere società che aggiungerle al proprio portafoglio, diventa piuttosto difficile investire durante un mercato rialzista. In questo contesto infatti, la maggior parte delle società depennate dalla tua lista continuerà ad aumentare di valore, nonostante tu abbia considerato troppo costosi i loro titoli. Se questo è un evidente svantaggio, devi comunque considerare che inizierai a guadagnare quando la fase rialzista finirà perché il margine di sicurezza fornito dalle azioni value ti permetterà di guardare ai periodi di recessione con maggiore serenità.

I punti chiave sul value investing

Quando sei alla ricerca di aziende su cui investire, dovrai individuare aziende che ritieni sottovalutate. In altre parole, società le cui attività o i profitti potenziali non sono ben rappresentati nel prezzo delle azioni. Se la tua visione coincide con quella di altri investitori, il valore di quella società e il relativo prezzo delle azioni aumenterà. E se lo ritieni più semplice per te, concentra le tue ricerche sulle azioni value presenti in Italia.

Se il value investing ha successo, non ti limiti a guadagnare ma spingi altri investitori a pagare più di quanto hai fatto, portando le quotazioni a salire ancora.

Per riassumere, l’acquisto di titoli value è basato su:

  • una solida analisi fondamentale;
  • prezzo delle azioni inferiore rispetto al loro valore intrinseco;
  • acquisto con un margine di sicurezza.

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